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n. 2 aprile - giugno 2006 |
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La Delegazione Generale di Boemia e Moravia (Delegazione Ceca) è ufficialmente ritornata in quella che era stata la Chiesa Carmelitana di S. Gallus nel vecchio quartiere centrale della città di Praga. Attualmente i membri della Delegazione svolgono il loro ministero in questa Chiesa due volte alla settimana, spostandosi dalla sede della Delegazione nella regione di Liboc a Praga (trenta minuti di macchina). Nel 1626 il Carmelitano polacco Sigismondo Gdowski ottenne per l’Ordine la chiesa parrocchiale. L’interno ne evidenza la ricca eredità carmelitana con pitture, statue e di fregi. Nel 1389 San John Nepomucene divenne pastore della St. Gallus per circa un anno. Nel XVIII secolo il compositore František Xaver Brixi fu organista nella chiesa. La fondazione originale carmelitana a Praga risale al 1347, ma andò perduta nello scompiglio politico e religioso del XVI secolo in Boemia. Nel 1781 l’imperatore Franz Josef soppresse la Provincia. Nel 1908 i Carmelitani tornarono, con sede a Kostelni Vydri. Nel 1949 tutti gli Ordini religiosi furono soppressi dal governo comunista; ciò nonostante qualche carmelitano ha continuato a celebrare segretamente. Si sono uniti ai nuovi membri. Il 2 ottobre 1984 il Consiglio Generale dell’Ordine ha istituito segretamente la Delegazione Generale della Cecoslovacchia. Dopo la caduta del comunismo nel 1989 l’Ordine ha iniziato ancora una volta il ministero pubblico nel Paese. Oggi la Delegazione Ceca conta diciannove membri e, oltre alle case a Liboc e Kostelni Vydri, ha una casa a Olomouc. Nel Paese sono presenti: grande gruppo di laici carmelitani di circa duecento membri, un monastero di monache Carmelitane e le suore dell’Istituto di Nostra Signora del Monte Carmelo che operano a Stipa; una Comunità di Donum Dei opera a Brno. Riunione dei Superiori Generali degli Ordini Mendicanti Allo scopo di riflettere sull’attuale significato dello stile di vita mendicante nel mondo, i Superiori Generali dei vari Ordini Mendicanti situati a Roma si incontrano per la prima volta negli ultimi anni. La prima riunione si è svolta alla Domus Carmelitana nel 2005; erano rappresentati otto Ordini. Una seconda riunione si è tenuta nel mese di novembre del 2005 nella Curia Generale Domenicana, Santa Sabina, per fare una sintesi dei dibattiti condotti nella prima riunione dagli otto Superiori con i loro Consigli. Una terza riunione si è svolta alla Curia dei Minimi l’11 marzo 2006. Sono stati sviluppati i seguenti punti:
Un documento sulla vita e la missione dei Mendicanti, basato sulle discussioni provenienti dalla riunione iniziale nel mese di novembre del 2005, è stato preparato dal Superiore Generale dei Domenicani. Il fulcro dei valori mendicanti è l’impegno comunitario. Si è parlato del valore della ricerca di Dio nel mondo d’oggi. Alcuni ritengono che l’abbandono di certe pratiche non è stato opportuno in quanto favorivano la santificazione comune. È stato inoltre evidenziato che il metodo di governo negli Ordini Mendicanti determina una spiritualità e offre un modello di governo alternativo per la Chiesa per il suo stile secondo il quale ogni fratello ha qualcosa da dire. Si è deciso di elaborare una lettera da distribuire ai membri di ogni Ordine in cui siano riportati i dibattiti svoltisi nelle riunioni. La prossima riunione ci sarà verso la fine di maggio 2006, dopo l’assemblea dell’Unione dei Superiori Generali. Per informazioni on-line relative agli ordini religiosi, vai a : vidimusdominum.org
Poco prima di Pasqua il Padre Generale, Joseph Chalmers, ha inviato una lettera a tutta la Famiglia Carmelitana. La lettera che ha come titolo: Il Signore ascolta il grido del povero, riflette sul significato della povertà nella vita carmelitana. Percorrendo le Scritture, la Regola, le Costituzioni, la Ratio e il documento Vita Consecrata, alla luce del concetto di povertà, il Priore Generale conclude con una domanda: Cosa dice la povertà oggi al Carmelo? Utilizzando il concetto di deserto come via di approfondimento del significato di povertù per i Carmelitani, Fr. Joseph scrive: "La vocazione carmelitana ci porta in un viaggio attraverso il deserto, proprio come il nostro padre Elia. A volte possiamo pensare di non farcela... Malgrado i nostri sforzi migliori, può sembrare che i ricchi diventino più ricchi e i poveri sempre più poveri. attraverso l’esperienza del deserto, veniamo a realizzare la nostra propria povertà, il fattoche da soli non possiamo fare nulla. Il Regno di Dio è un dono e non qualcosa che può essere forzato dalle nostre buone azioni" (cfr art. 34) La lettera è disponibile presso le Edizioni Carmelitane (inviare un’offerta più le spese postali). Si raccomanda come riflessione alle varie comunità dell’Ordine, ai gruppi del Laicato carmelitano e confraternite. La lettera è datata: mercoledì 1° marzo 2006.
Il 22 marzo 2006, il Priore Generale, Joseph Chalmers, è stato invitato dal Rettore dell’Ateneo di Siviglia, Dott. Enrique Barrero González, per firmare il libro degli ospiti illustri all’Ateneo. Accompagnato da Fr. Rafael Leiva, Consigliere Generale, Fr. Abrosius González, Priore della Comunità Carmelitana di Siviglia e da Fr. Ismael Martinez, noto storico Carmelitano e noto docente all’ Ateneo, il Priore Generale è stato ricevuto dal Rettore dell’ Ateneo che si è impegnato per stabilire rapporti cordiali con i Carmelitani di Siviglia ed è stato molto grato che il Priore Generale gli abbia dedicato del tempo tra i suoi impegni di visita nella Provincia Baetica. Fr. Chalmers da parte sua ha espresso ringraziamenti al Dott. Enrique per la sua accoglienza e ha firmato il libro degli ospiti. Subito dopo il Rettore dell’Ateneo gli ha assegnato la Medaglia d’onore dell’Ateneo in presenza del Dott. Manuel Toribio, economo, e degli accompagnatori del Priore Generale. È stata una cerimonia breve e semplice ma suggestiva e molto significativa per i Carmelitani per il particolare onore dato al Priore Generale e l’ulteriore segno di amicizia fra il Rettore dell’Ateneo e i Carmelitani.
L’idea dell’eremo "Fonte di Elia" è nata negli anni 70 quando Fr Vitale e Dom Raymond Lui, entrambi carmelitani, hanno cercato di formare una comunità eremitica. Quando Fr Vitale fu nominato Vescovo, il progetto si fermò. Il sogno è rinato nel 1995 quando il Vescovo Vitale ha chiesto al Papa Giovanni Paolo II il permesso di diventare eremita. Avendo ricevuto la benedizione del Papa, è andato a vivere in una piccola casa in una catena montagnosa vicino al mare a circa 12 chilometri dalla città più vicina. Per più di cinque anni molti Carmelitani - frati e suore – vi si sono recati per visite e per ritiri. A qualcuno è venuto il desiderio che si sviluppasse una Comunità eremitica per la Famiglia Carmelitana in Brasile. La proposta è stata approvata dai Superiori nel corso della loro riunione di maggio 2005. Presto le due Province Carmelitane, il Commissariato e le Tre Congregazioni femminili religiose avranno un eremo in Brasile per quei frati e suore che desiderano trascorrere un periodo di riflessione nella solitudine e nella presenza di Dio. Per ora intorno alla cappella ci sono sei costruzioni: una per gli ospiti, una per la cucina e la sala da pranzo ed altre quattro piccole celle che si affacciano sulle montagne. Vi è una comunità di quattro o cinque persone il cui scopo principale è creare uno stile di vita semplice, libero ed umano, accogliendo con benevolenza e stile fraterno sia frati e suore che laici. Preghiamo che lo Spirito di Dio li aiuti a realizzare questo sogno che in realtà è nato 800 anni fa intorno al 1207 sul Monte Carmelo. (1) Eremo carmelitano situato nelle montagne del Brasile
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