Acqua corrente pulita: un problema di igiene per tutti

     Nell’Asia del sud, due persone su tre non dispongono di servizi igienici; una statistica che mette la regione al pari con l’Africa sub-sahariana, afferma il rapporto annuale del Programma di Sviluppo dell’ONU. Il rapporto ritiene la disponibilità di servizi sanitari una questione cruciale per lo sviluppo sociale ed economico.
     La situazione è citata come una causa comune di malattia nella regione – circa 1,8 milioni di bambini muoiono ogni anno di diarrea in tutto il mondo. Il 31% delle malattie tra gli abitanti delle Filippine sono connesse alle condizioni idriche (quali la diarrea e la colite E.). Si calcola che circa 23 milioni di filippini non dispongono di acqua corrente né di servizi igienici.
     Il Programma di Sviluppo dell’ONU ha rilevato che dei 2,6 miliardi di persone nel mondo che non hanno accesso a misure igieniche, 1,9 miliardi vive in Asia, dove si trovano 720 milioni dell’1,1 miliardi di gente priva di acqua corrente.
     In alcune grandi città come Jakarta e Manila, i livelli di depurazione idrica sono inferiori, dall’8 al 10%, di quelli di Dakar e Abidjan. “A Manila, si trovano frequentemente delle latrine, ma le infrastrutture di smaltimento sono sottosviluppate”.
     La precarietà igienica e l’accesso limitato all’acqua corrente sono seri problemi che minano il progresso umano in molti paesi asiatici in via di sviluppo, si dice nel rapporto, e persino nelle regioni orientali dell’Asia quasi la metà della popolazione manca di strutture adeguate.
     Oltre ai benefici che ne deriverebbero per la salute, la disponibilità di acqua corrente e misure igieniche potrebbe “sviluppare l’economia, ridurre la povertà, migliorare la situazione delle donne e incrementare l’efficacia educativa”, ha affermato Bjorkman.
     Dalla Cambogia all’Indonesia al Vietnam, ha dichiarato il Programma di Sviluppo ONU, si è constatato che le donne attribuiscono maggior valore degli uomini alle misure igieniche, dando così a capire quali grandi disagi soffrono per l’insicurezza, la perdita di dignità e i rischi sanitari connessi a tale carenza”.
     Bjorkman ha contestato l’inefficacia di politiche governative e la mancanza di consapevolezza per la crisi sanitaria.
     Ha portato l’esempio del Pakistan che “spende 50 volte di più nel settore militare che in quello idrico sanitario”.
     La riserva idrica in quattro delle città pilota del LINAW (iniziativa locale per il trattamento delle acque) potrebbe risultare contaminata nel giro di cinque-dieci anni se non la si gestisce immediatamente secondo gli amministratori filippini. La mancanza di taniche antisettiche adeguate e l’irresponsabilità di alcuni ha provocato la pericolosa contaminazione delle riserve potabili e delle correnti sotterranee”.
     I funzionari indonesiani hanno affermato che il governo sta perdendo 4,7 milioni di dollari ogni anno a motivo dei problemi idrici e sanitari.
     In Cambogia sette milioni di persone vivono in campagna senza una adeguata riserva d’acqua. Un medico ha affermato: “Circa 11 milioni di cambogiani ignorano i rischi sanitari connessi alla mancanza di misure igieniche”.
     La Tailandia, ha detto, rappresenta un modello positivo di facilitazioni idriche. Dal 1990 il tasso di disponibilità igienica è aumentato dall’80 al 100%.

Per ulteriori informazioni:
               World Water Forum: www.worldwaterforum.org

               Programma di Sviluppo ONU: www.undp.org/